
Post del 26 maggio 2025, sulla pagina Facebook «Piccole Storie». Fonti: National Library of Medicine – Documenti storici sul parto cesareo, riviste mediche d’epoca.
Nel cuore della Svizzera del 1500, si consumò una scena che oggi potremmo definire al limite dell’incredibile. Jacob Nufer, un semplice macellaio, si trovò davanti a una tragedia imminente: sua moglie era da giorni in travaglio, devastata dal dolore, e ben tredici levatrici avevano già tentato, invano, di far nascere il bambino. La situazione era disperata. All’epoca, non esistevano mezzi sicuri né medici disposti a tentare un intervento tanto pericoloso quanto innovativo. Per tutti, la fine sembrava inevitabile.
Ma Jacob non era pronto a perdere sua moglie. Forte della sua esperienza con l’anatomia animale e degli strumenti del mestiere, fece qualcosa che nessuno avrebbe mai osato: aprì l’addome della moglie per salvare il loro bambino. Senza anestesia, senza condizioni sterili, senza alcun margine d’errore. Solo coraggio, disperazione e amore.
Contro ogni pronostico, la madre sopravvisse. E anche il neonato. Ma non finisce qui: la donna ebbe poi altri cinque figli, tutti con parto naturale, e il piccolo salvato con quel gesto incredibile visse fino a 77 anni — una vita lunga, segnata da un inizio che ha dell’eroico.
Quel gesto, folle agli occhi di molti, rappresenta uno dei primi cesarei riusciti su una donna viva. Nonostante ci siano voluti secoli prima che l’intervento diventasse sicuro e comune, Jacob Nufer, con la sua decisione estrema, ha scritto una pagina fondamentale della storia della medicina. Non era un chirurgo. Non era un medico. Era solo un uomo pronto a rischiare tutto per amore.
***